Esiste una parola greca che racchiude qualcosa di raro: “Meraki.” Fare le cose con l’anima. Con presenza. Con cura. Trasformare ciò che è ordinario in qualcosa che si sente. Un gesto. Un piatto. Uno sguardo. Non è perfezione. È presenza.
A volte ascolto parlare di stagioni come fossero attese. Come se il sole fuori potesse sciogliere il freddo dentro. Eppure, oggi sembra nevicare da dentro. Non da fuori. Un freddo che non conosce stagioni. E allora mi fermo e mi chiedo: dove si è nascosto il calore? Quello vero. Quello di un abbraccio che non ha fretta. Quello di un grazie che non è abitudine. Riempiamo le giornate. Ma restiamo vuoti.
Eppure parliamo spesso di presenza. Ma la presenza non si racconta. Si pratica. Nella cura. Nei gesti. Nel quotidiano. Nel tempo che resta. Facciamo così tanto. Ma riusciamo davvero a scaldare qualcuno? Forse non serve aggiungere altro. Forse serve solo tornare a mettere un po’ di anima in ciò che facciamo. Un pizzico alla volta. Un pizzico di “Meraki” alla volta. Aggiungilo al tuo quotidiano. Come in cucina. E lascia che qualcosa dentro torni a scaldarsi.
Il calore non si cerca fuori. Nasce da ciò che fai fiorire dentro.
*Questo flusso ha preso anche forma visiva, osserva le immagini del suo passaggio.






